5 curiosità sul pistacchio

I consigli della nonna

Il Pistacchio verde di Bronte è una varietà di pistacchio che ha origine a Bronte ma anche ad Adrano e Biancavilla, paesi ai piedi dell’Etna, in provincia di Catania. Spesso ci chiediamo: perché il pistacchio è considerato una specialità siciliana? E come mai ha un costo così elevato?

La coltivazione e la produzione di pistacchio rappresenta per Bronte un’importante fonte di reddito, tanto da essere soprannominato l’Oro Verde, per il suo alto valore commerciale. La città ha saputo sfruttare questo vantaggio, infatti nel suo territorio si contano circa 5000 produttori, la maggior parte con appezzamenti di circa 1 ettaro cadauno, nonché qualche grosso produttore con un multiplo di ettari.

In molti amano i pistacchi, sia in versione dolce che in piatti salati, ma quanto ne sappiamo esattamente su questo frutto?
Scopriamo insieme 5 delle curiosità più insolite sul Pistacchio verde di Bronte:

1) L’Origine

I pistacchi hanno un’origine antichissima. Le prime testimonianze di questa pianta e dei suoi frutti risalgono all’età preistorica.
Furono gli Arabi nell’800 a iniziare la coltivazione in Sicilia, alle pendici dell’Etna.

2) La Raccolta

La raccolta del Pistacchio è biennale e viene fatta negli anni dispari, tra la fine di agosto e gli inizi di settembre e vengono raccolti in media oltre 30 mila quintali di pistacchi.
Invece negli anni pari di “scarica” si procede alla sola potatura (che si tramanda da padre in figlio). Nei periodi di riposo la pianta assorbe dal terreno lavico le sostanze necessarie per produrre un frutto ricco di aromi e sapori.

Durante la raccolta ogni pianta riesce a produrre da 5 a 15 kg di tignosella (si chiama così il frutto smallato ed asciugato).
In Sicilia, la produzione del pistacchio è limitata e quindi il suo prezzo è alto rispetto a quello coltivato in Iran per esempio, infatti la notorietà del Pistacchio Verde di Bronte è cresciuta enormemente negli anni e di conseguenza anche la richiesta, è quindi molto apprezzato nei mercati europei e giapponesi ed è usato soprattutto in pasticceria come ingrediente per gelati, paste, creme e liquori.

3) Dove viene prodotto?

Le piante di pistacchio sono coltivate abitualmente in luoghi dal clima caldo e asciutto e possono durare fino a 3000 anni. I principali paesi esportatori e produttori sono quelli del medio oriente, come Iran, Turchia e Siria; e nello stato americano della California.
In Grecia viene coltivata una particolare specie di pistacchio dal guscio bianco e dal nucleo rosso. L’Italia invece, con la sua storica coltivazione di nicchia dei Pistacchi di Bronte, risulta essere il settimo paese produttore al mondo.

4) Come facciamo a capire se il pistacchio è di Bronte o meno?

Il Pistacchio Verde di Bronte non è sottoposto né a salatura, né a tostatura, ha una forma concava ed il “colore” è quello che lo rende subito riconoscibile: il suo verde smeraldo così acceso grazie alle concentrazioni di clorofilla.
Quindi se vi capita di mangiare dei pistacchi che ad occhio sono gialli, non sono di Bronte!

5) Le Proprietà

Il Pistacchio Verde di Bronte è ricco di sostanze nutritive. Le sue proprietà sono sfruttate anche in molte patologie, come quelle cardiovascolari, e per migliorare la qualità della vita durante la fase dell’invecchiamento.

E’ ricco di ferro, calcio, fosforo, potassio e zinco.

L’apporto di magnesio contribuisce molto anche al buonumore: infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia 30g di pistacchi al giorno per un giorno pieno di sorrisi.

Curiosità a parte, a rendere prezioso questo frutto è l’unicità del terreno.
Esso, di origine lavica, crea il perfetto connubio con la pianta in quanto viene continuamente concimata naturalmente dalla cenere dell’Etna. La caratteristica di maggior importanza del pistacchio di Bronte riguarda il contenuto di clorofilla, superiore ad altri tipi di pistacchio, e come abbiamo detto prima, è a questo che si deve il suo colore verde intenso.
Inoltre, il sapore è nettamente più deciso, grazie alle caratteristiche del terreno, ricco di sostanze minerali anche per via delle frequenti colate laviche del vulcano.

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